Amarone della Valpolicella

grappolo Amarone

è un vino rosso passito secco a DOCG prodotto esclusivamente nella Valpolicella, Verona.

  • * Colore: rosso granato;
  • * Odore: caratteristico, accentuato;
  • * Sapore: pieno, vellutato, caldo;
  • * Zuccheri residui: massimo 12 g/l;
  • * Sentori olfattivi: frutta matura, confettura di amarena e di lamponi. In quelli più invecchiati si possono percepire anche sentori di muschio e di catrame, quest’ultimo in gergo tecnico detto di goudron.
  • * Grado alcolico: la gradazione minima prevista è di 14º (può raggiungere anche i 17º).
  • * Stato: Italia

Vitigni con cui è consentito produrlo:

  • * Corvina veronese: 45% – 95%;
  • * Corvinone, può sostituire il precedente nella misura massima del 50%;
  • * Rondinella: 5% – 30%.

Zona di produzione

  • * Valpolicella (Fumane, Negrar, Marano, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio)
  • * Valpantena
  • * Val Tramigna
  • * Val d’Illasi
  • * Val di Mezzane

Zona geografica

l’intera fascia pedemontana della provincia di Verona, dal lago di Garda fino quasi al confine con la provincia di Vicenza, zona protetta dalla catena montuosa dei Lessini a Nord, segnata dalla vicinanza del lago di Garda ed esposta a sud dai terreni collinari e di fondovalle.

Il clima è complessivamente mite e non troppo piovoso avvicinandosi soprattutto nella bassa collina e nel fondovalle a quello “Mediterraneo”.

La piovosità non eccede se non durante l’inverno e la media annua oscilla fra gli 850 ed i 1000 mm.

I suoli sono costituiti sia dalla disgregazione di formazioni calcareo-dolomitiche che da basalti, da depositi morenici e fluviali di origine vulcanica e per questo presentano aspetti di variabilità, determinando un diverso apporto idrico.

Esposizioni diversificate a seconda dell’altitudine, che può arrivare sino ai 500 s.l.m., ed in base ai versanti collinari che occupano.

Metodo di produzione

  • * Vigneti: collinari;
  • * Densità: non può essere inferiore a 3.300 ceppi/ha;
  • * Forme di allevamento: a spalliera o a pergola veronese inclinata.

Fasi produttive

  • * Raccolta: le prime due settimane di ottobre.
  • * Selezione: grappoli spargoli, con gli acini non troppo vicini tra loro.
  • * Distribuzione in un unico strato su plateaux di legno.
  • * Appassimento: circa 120 giorni.
  • * Pigiatura e lenta fermentazione: a bassa temperatura,30/50 giorni.

Se tutti gli zuccheri vengono fermentati, il vino potrà definirsi Amarone (residuo zuccherino è di un massimo di 1,1 grammo per litro).

Se invece si decide di bloccare la fermentazione e lasciare un residuo zuccherino molto più alto, allora il vino verrà chiamato Recioto.

  • * Invecchiamento: minimo di due anni con decorrenza dal 1º gennaio successivo alla vendemmia.

Amarone

Abbinamenti consigliati

Perfetto con i cibi dell’autunno e dell’inverno:

  • * brasati
  • * stracotti
  • * spezzatini
  • * arrosti, soprattutto di selvaggina.

Accompagna con grazia piatti “importanti”:

  • * selvaggina
  • * carni arrosto
  • * salumi
  • * formaggi stagionati
  • * piatti tipici come “pasta e fasoi”
  • * risotto all’Amarone.

Bevuto da solo:

  • * il perfetto finale di un pasto serale
  • * come compagno di una piacevole meditazione.

Servizio

  • * Bicchieri: ampi
  • * Temperatura: dai 18 ai 20 °C.

Denominazioni

  • * “Classico” se prodotto nei comuni di Fumane, Marano, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio;
  • * “Valpantena” se prodotto nella specifica sottozona.
  • * “Riserva” se presenta un estratto non riduttore minimo di 32,0 g/l ed è stato sottoposto ad un periodo minimo di invecchiamento di almeno 4 anni a partire dal 1º novembre dell’anno della vendemmia.

Riconoscimento: DOCG dal 30/11/2011


Cenni storici

Il nome deriva dalla parola “amaro”, adottata per distinguerlo dal dolce del Recioto della Valpolicella da cui ebbe, seppure involontariamente, origine.

Il Recioto è il corrispondente (per zona, uvaggio e tipologia) dell’amarone, ma è un passito dolce a differenza di quest’ultimo che è sempre passito seppur secco.


Curiosità

L’Amarone nasce grazie al fortunato ritrovamento di una botte di Recioto dimenticata in cantina e spillando il Recioto Amaro dal fusto di fermentazione, uscì in una esclamazione entusiastica: “Questo non è un Amaro, è un Amarone”. Il capocantina aveva regalato alla Valpolicella la parola magica e il direttore Gaetano Dall’Ora la usò subito in etichetta.

Così il Recioto, messo in botte e poi dimenticato, continuò a fermentare fino a diventare secco. Gli zuccheri si sono così trasformati tutti in alcol e hanno fatto perdere la dolcezza al vino, al quale, in contrapposizione a quello che avrebbe dovuto essere, è stato dato il nome di Amarone.


Antichità

Di “vino amaro” si parlava fin dai tempi di Catullo nel Carme n. 27 (49 circa a.C.) reclama “calices amariores” (bicchieri più amari). Ma ben altri documenti ne danno testimonianza.

Cassiodoro, nei primi anni del V secolo, ricerca l’Acinatico della Valpolicella, rosso e bianco per la mensa del re ostrogoto Teodorico.


Unisciti ai nostri iscritti!