Barolo

bottiglie barolo

è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita prodotto in alcuni comuni del Piemonte. Ha un  bouquet complesso e avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue caratteristiche organolettiche:

  • * Colore: rosso granato con riflessi aranciati;
  • * Odore: intenso e persistente, complesso;
  • * Sapore: potente, elegante con personalità. Le componenti “dure” (acidità, tannini, sali) risultano piacevolmente equilibrate da quelle “morbide” (alcoli e polialcoli);
  • * Sentori olfattivi:  a seconda dello stato evolutivo, note fruttate e floreali come viola e vaniglia o note terziarie come spezie e goudron (muschio e catrame);
  • * Grado alcolico: la gradazione minima prevista è di 13º ;
  • * Stato: Italia

Vitigni con cui è consentito produrlo:

  • * Nebbiolo: 100%

Zona di produzione

  • * Barolo
  • * Castiglione Falletto
  • * Serralunga d’Alba
  • * La Morra
  • * Monforte d’Alba
  • * Roddi
  • * Verduno
  • * Cherasco
  • * Diano d’Alba
  • * Novello
  • * Grinzane Cavour in provincia di Cuneo

Zona geografica

Le langhe. Lingue di terra che si estendono in un vivace gioco di profili, modulati dal mutare delle stagioni. La marna tufacea bianca caratterizza il comprensorio di produzione, sulle colline alte a dominare il fiume Tanaro. Il terreno di cui è composto il territorio nella sua massima parte appartiene a “terreno tortoriano”, caratterizzato da alternanze di marne e sabbie stratificate.

Riconoscimento: DOCG dal 23/04/1966

Denominazioni:

  • * “Riserva” se invecchiato per un periodo minimo di 5 anni, cui almeno 18 mesi in botti di rovere o castagno

Fasi produttive

  • * Terreni: argillosi, calcarei e loro eventuali combinazioni
  • * Giacitura: esclusivamente collinare – sud, sud-est, sud-ovest
  • * Altitudine: non inferiore a 170 metri slm, non superiore a 540 m slm
  • * Esposizione: esclusione per i nuovi impianti, del versante nord
  • * Densità impianti: non inferiore a 3 500 ceppi/ha
  • * Allevamento consentito: controspalliera Guyot e divieto di ogni pratica di forzatura
  • * Operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento: solo zona DOCG
  • * Invecchiamento: almeno 38 mesi, di cui 18 in botti di legno, a decorrere dal 1º novembre dell’anno di produzione delle uve

vigneto barolo

Abbinamenti consigliati

Cibi:

  • * arrosti di carne rossa
  • * brasati
  • * cacciagione
  • * selvaggina
  • * cibi tartufati
  • * formaggi a pasta dura e stagionati

Piatto tipico:

  • * Brasato al Barolo

Bevuto da solo:

  • * come compagno di una piacevole meditazione

Servizio

  • * Bicchieri: ampi
  • * Temperatura: dai 18 ai 20 °C.

Cenni storici

Grazie alla caparbietà di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, si cominciò a produrre questo  vino eccezionalmente ricco ed armonioso, destinato a diventare l’ambasciatore del Piemonte dei Savoia nelle corti di tutta Europa. Ma un ruolo fondamentale nella storia del Barolo fu quello del generale Paolo Francesco Staglieno, responsabile della prima versione del vino da uve Nebbiolo secco.


Curiosità

Si racconta che un giorno la marchesa Falletti offrì al re Carlo Alberto 325 carrà di Barolo, una per ogni giorno dell’anno ad eccezione del periodo di astinenza quaresimale, perché il Re aveva espresso il desiderio di assaggiare quel “suo nuovo vino”; l’omaggio passò alla storia: le carrà erano infatti botti da trasporto su carro, della capacità di 12 brente (circa 600 litri). Re Carlo Alberto rimase così entusiasta del vino avuto in dono, che decise di comprare la tenuta di Verduno per potervi avviare una sua produzione personale, ed altrettanto fece re Vittorio Emanuele II alcuni anni dopo acquistando la tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba.


 


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